La Ritrippa di Zorro

zorra

Da qualche mese imperversa per le contrade del mio villaggio virtuale un presunto paladino delle cause perse che si autobattezza Aldo Ritrippa (NickNomen Homen).

Questo tremebondo leonconiglio da tastiera erutta di tanto in tanto le sue acidità intestinali (NickNomen Homen) espandendo concime e fetori contro vari cittadini, me compreso, accusandoli di terribili nefandezze (tipo aver voluto una Piazza decente per il nostro villaggio).

L’ho sfidato più volte a venire a dirmelo in faccia quello che pensa. Ma naturalmente se ne è ben guardato dall’abbandonare la sua fetida tana.

Ora, da qualche giorno, un esimio notabile del villaggio, difende pubblicamente il Ritrippa, definendolo addirittura il nostrano Zorro.

Ritrippa-Zorro? Ma mi faccia il piacere!

Zorro è bello, forte, agile, coraggioso, forse anche un po’ pavone e narciso. Ma, soprattutto, Zorro è intelligente, colto, fine dicitore. Mentre il povero Ritrippa…

Se proprio deve trovare un alibi letterario al Suo Ritrippa, esimio notabile, guardi un po’ più d’appresso alla sua storia e cerchi fra gli immortali versi del divertito Alessandro Tassoni: il pusillanime millantatore Conte di Culagna mi pare l’alter ego perfetto per il nostro cagasotto nostrano. Chi di lordura ferisce, di lordura perisce.

Che poi, dai, se Ritrippa fosse un novello Zorro, vorrebbe dire che noi (dico noi amministratori) saremmo dei conquistadores avidi e corrotti, sanguinari e tirannici, mentre invece le ricordo, esimio notabile, che noi siamo qui giunti per libero volere del popolo (peones compresi) con libere e democratiche elezioni (ah, già, ma questo lei lo ricorda bene, aspirante sindaco, visto che quelle elezioni le ha perse).

Perché questo – e qui mi faccio serio – è il punto vero, esimio notabile. Noi, io e lei, abbiamo una responsabilità. Rappresentiamo, pochi o tanti, i nostri cittadini. E, io e lei, abbiamo anche un ruolo di educatori, nei confronti dei nostri figli, dei nostri studenti, dei nostri ragazzi che si impegnano nelle associazioni, dei nostri amici, dei nostri supporters, di noi stessi.

E non possiamo avallare in alcun modo il messaggio che ci si può mascherare dietro un avatar qualsiasi per diffondere presunte idee e sparare sul prossimo qualsiasi nefandezza.

È la prima cosa che insegno ai miei figli (tirati vigliaccamente in ballo dal suo Ritrippa!) e ai miei studenti: dovete sempre esercitare il vostro diritto di critica nei confronti di qualsiasi forma di potere, ma lo dovete fare in maniera leale, mettendoci la faccia e rispettando l’avversario. Perché la responsabilità è sempre personale. Ed uno deve sempre essere consapevole e responsabile per quello che fa e che dice, nella vita, come sui social (del resto, gli aspetti più deleteri di tanto cyberbullismo nascono proprio dalla perversa libidine dell’anonimato e dalle frustrazioni di tanti piccoli leonconigli da tastiera).

Secondo lei, invece, quale messaggio dovremmo far passare? Che si può attaccare un assessore, i suoi cuccioli, i suoi colleghi mascherandosi dietro un falso profilo social? Che tanto poi ci autonominiamo Zorri e tutto finisce a tarallucci e vino?

Ma naturalmente ognuno è libero di interpretare il suo ruolo pubblico come meglio crede.

Le chiedo solo una cosa, esimio notabile: visto che pare così culturalmente, politicamente ed empaticamente vicino al Ritrippa… se lo conosce, gli dica di uscire finalmente allo scoperto, e di attaccarmi a viso aperto. Sono disposto a qualsiasi duello: faccio scegliere a lui l’arma.

A lui… o a lei. Perché, udite udite, si vocifera che il Ritrippa possa essere LA Ritrippa. Ma per fortuna la conclamata parità di genere mette a tacere la mia coscienza di antico e nobile cavaliere e sarò quindi disposto a battermi anche con una signora. Consapevole però che in questo caso non avrò purtroppo la fortuna di Zorro-Banderas di incrociare il ferro con una sosia di Eléna-Zeta Jones (NickNomen Homen).

E… Al fin della licenza, io tocco!

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