70° anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione

Come annunciato fin dal giorno del suo insediamento, l’Amministrazione Comunale di Formigine intende programmare periodicamente Consigli Comunali aperti e all’aperto, nelle piazze, come segno tangibile di trasparenza e di dialogo franco e continuo con la cittadinanza. Da questo punto di vista il Consiglio Comunale di Giovedì 30 aprile, che si terrà alle ore 20,45 nella Piazza della Repubblica, avrà un sapore del tutto particolare in quanto sarà interamente dedicato al 70° anniversario della resistenza e della guerra di liberazione. Ai discorsi istituzionale del Presidente del Consiglio (Elisa Parenti), del Presidente dell’ANPI (Maurizio Ferraroni), del sindaco (Maria Costi) si affiancherà un approfondimento storico a cura del Direttore dell’Istituto Storico per la Resistenza di Modena, Claudio Silingardi, a cui faranno seguito gli interventi di tutti i gruppi consiliari. Non mancheranno momenti emozionali assicurati dal suono della tromba durante la deposizione della corona d’alloro, dai canti della Corale Formiginese, dalla proiezione di immagini suggestive sulle mura del castello. Ma il momento più intenso della serata sarà quando tutta la cittadinanza si stringerà attorno ai nostri partigiani. Ai nostri padri, ai nostri nonni, ai nostri cittadini che hanno combattuto per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti. Il Sindaco, infatti, a nome di tutti i formiginesi, consegnerà un attestato di benemerenza ai nostri conterranei che hanno partecipato con coraggio e dignità alla lotta per la liberazione. Perché la gioia della liberazione è un soffio del nostro passato, un frammento della nostra coscienza, uno scampolo della nostra anima. Un richiamo lucido e accorato alle nostre radici. Un desiderio di guardarsi indietro non solo per gustare il sapore legittimo della nostalgia, ma per scolpire nella memoria collettiva quelle tradizioni e quei valori che ci consentono di aprirci al mondo e di guardare al futuro con fiducia e consapevolezza.

Non a caso abbiamo voluto che questo consiglio straordinario fosse il momento più alto e conclusivo di una serie di eventi dedicati al Settantesimo, ma diventasse anche il momento introduttivo di una intensa settimana dedicata al Festival dell’Europa.

Perché le donne e gli uomini che si sono battuti per la democrazia e la libertà lo hanno fatto non solo per la ricostruzione della nuova identità nazionale, ma soprattutto per edificare orizzonti di pace. Quella pace e quella collaborazione e che possono essere garantiti solo dal nostro sentirci europei. Consapevoli che nonostante le difficoltà, è sempre preferibile che italiani e tedeschi, russi e francesi cerchino con fatica di risolvere i loro conflitti attorno ai tavoli di Strasburgo e Bruxelles piuttosto che attorno a trincee, bombe e fili spinati.

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