partecipare per non essere partecipati

 

Prof, ma perché lei fa anche il politico, che mio padre dice che tutti i politici sono…
Semplice, Alice: dopo l’amore, la politica è l’aspetto più importante della vita. Da quando l’uomo ha deciso di vivere in società, ha bisogno di regole. E le regole le stabilisce la politica. Dunque non si può fare a meno della politica, perché l’uomo sociale non può fare a meno di regole. Ed anche se noi non ci occupiamo in prima persona della politica, sarà comunque la politica ad occuparsi di noi. Quindi: tanto vale partecipare per non essere partecipati.

E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».                33

Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.                36

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.                39

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».                42

E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.                45

Questi non hanno speranza di morte
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidiosi son d’ogne altra sorte.                48

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

Dante, Inferno, canto III

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