NON MI SONO MAI…

Non mi sono mai fatto una canna, ma comincio a pensare che il proibizionismo  sia solo un comodo alibi per farisei in cerca di ruolo. Liberalizzare le droghe leggere può significare togliere i nostri ragazzi (e non solo) dalla stupida recita di chi finge di nascondersi nel giardino sotto casa per dare soldi in nero alla malavita più o meno organizzata. La sindrome dello sballo si combatte insegnando la strada, non costruendo steccati di latta.

Non sono mai stato a puttane, ma dal tempo di Eva si sa che non c’è nulla da fare: chi è fortunato non ha bisogno di amore prezzolato; chi fortunato non è ci prova da sempre sventolando denari. Debellare l’amore mercenario è come tentare di svuotare il mare con una forchetta. Dunque perché non cominciare seriamente a pensare di normare anche questo universo mondano: potremmo almeno stanare schiavisti e papponi, aiutare ragazze incapaci, migliorare fisco ed igiene…

Non sono mai stato gay, ma credo che ognuno sia libero di amare chi vuole, come vuole, quando vuole. Se è libero e consapevole amore. Dunque perché rincorrere ancora i sepolcri imbiancati che invocano anacronismi morali per boicottare unioni più o meno civili?

Non sono mai stato migrante, ma ho conosciuto tanta gente per bene che ha rischiato la vita per venire in Italia. A lavorare. A cercare un futuro per figli e nipoti. A dimostrare che forse questi figli e nipoti meritano ormai d’essere italiani più di tanti italiani.

Non ho mai divorziato e ho la classica famiglia da pasta barilla: una moglie, due figli, una gatta. Ma non vedo perché chi è meno posato o fortunato debba aspettare mesi e mesi e mesi per sciogliere legami di carta.

Non sono mai morto, e vorrei morire il più tardi possibile. Ma vorrei morire bene. In piena dignità. Senza trascinare qualche rimasuglio di fibra vegetativa fra oscuri ospizi in balia di faziosi obiettori.

Non sono mai stato renziano, ma ho votato Renzi. Che si sta comportando benone. Ma confesso di avere qualche ragionevole dubbio su certi renziani locali armati di diologici furori.

Un partito democratico non può che fiorire su basi scolpite di volterriana laicità. Io non pretendo di avere verità assolute perché credo che l’unica verità assoluta sia l’assenza di verità assolute. Ma so che la missione precipua di un partito democratico è quella di battersi ANCHE per i diritti civili. Per i valori liberali (e persino, oggi, un po’ liberisti).

So bene che oggi le priorità sono altre. E non pretendo che le mie convinzioni siano sposate a prescindere. Ma non mi dispiacerebbe che fra gli anfratti delle nostre infinite discussioni – primarie, correnti, regole, segreterie, comitati… – ci fosse un pochino di spazio anche per un confronto sui nostri possibili comuni valori.

Perché anche le piccole rivoluzioni culturali possono aiutare le grandi rivoluzioni politiche. E perché se è vero che per vincere bisogna rincorrere in voti moderati, non è altrettanto vero che i voti moderati sono tutti cattolici (referendum sul divorzio docet).

BrindisiPepponeDonCamillo

 

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