E alle primarie voto…

E ricomincia il tormentone: sei renziano? sei cuperlesco? sei civotiamo?
Ma insomma – insiste il capo – per chi cazzo voti alle primarie?
Già: per chi cazzo voto alle primarie?

Sarei tentato di andare ai mercatini tirolesi, io, la domenica delle primarie. Perché una grande spinta non ce l’ho. E la penso esattamente come Cacciari, che questa roba è tutta sbagliata e tutta da rifare. Si vota per un segretario di partito e si fa votare chi del partito non è. Si vota per un segretario di partito fra una rosa di nomi che non sono adatti a fare il segretario di partito. Magari vanno bene per fare il centravanti (almeno uno su tre) nel caso si riapra in fretta il campionato per le nazionali. Ma non vedo proprio uno di loro nel ruolo di mediano-mediatore- garante, domatore dei branchi l’un contro tutti gli altri armati.

Ma anche non votare mi pare brutto. Un po’ perché poi i nemici ci contano. E un po’ perché non mi è mai piaciuto passare per ignavo, che poi finisce che al fatal trapasso mi ritrovo nell’Inferno dantiano (Canto III).

Invidio molto i compagni di partito che si sono messi in tasca un’altra verità. Invidio molto i renziani che s’affollano plaudenti dietro il nuovo riverbero toscano. Invidio persino chi, ubriaco d’ambizioni personali, è saltato in tempo sui carnascialeschi carri dei presunti vincitori.

Io no. Non ce la fo. Mi sono già immolato un tempo agli estremismi imberbi, e all’etilismo ideologico, e alle messianiche promesse, e ai soli dell’avvenire. Ora m’affido solo al freddo conto della ragione. E mi sa che per questo voterò per esclusione.  Dunque…

Mi piace molto Cuperlo. Elegante, colto, sapiente. Pontifica di rossi eroi e di bellezze. Cita i miei libri, e i miei pensieri, e i miei passati di militante comunista, e cattocomunista, e migliorista. Ma è la faccia buona di D’Alema. Con lui il partito rischia partite di difesa. Difesa dei fortini d’apparato. E del superfluo lusso di quei diritti antichi che nella decadenza attuale paiono solo stanchi privilegi.
Mi piace molto Cuperlo. Ma mi ricorda troppo il mio passato. Che è fatto di grandi afflati e grandi sentimenti. Ma anche di un atavico filotto di sconfitte.

Mi è molto simpatico Civati. Con gli occhi chiari e la barbetta rada. E il vestitino della cresima in tv. E le battute facili contro i dinosauri di partito e il rampantismo fastidioso del sindaco toscano. Ma mi lascia freddo il suo vittimismo di maniera e quelle strizzatine d’occhio al parolaio re di Puglia, ai nipotini del radicalismo da salotto, ai sinistri conservatori di sinistra. E all’infantile populismo dei pentastellati in gita.
Mi è molto simpatico Civati. Ma non lo voterò.

Non sono in sintonia umana e culturale con Renzi. Io ho abbandonato presto le estasi da incenso e i giochi da parrocchia. E non ho mai flirtato col perbenismo degli scout e coi salotti buoni dell’aristocrazia di gusto e di moneta. Ma il ragazzo è guascone quanto basta e ha il coraggio di sbagliare. Sa duellare con destrezza nell’agorà mediatico, nuota da foca nei flutti digitali, regge lo stress. E dice cose intelligenti (anche se vaghe). E poi, su una cosa ha certamente ragione: gli altri, tutti gli altri, finora, hanno sbagliato. E non sarebbe male, per una volta, provare a vincere e non accontentarsi di partecipare. Dunque: non diventerò renziano, ma questa volta voto Renzi.

Voto Renzi, ma non diventerò renziano, appunto. Non salirò sul carro.

Rimarrò modestamente agatiano. E partitodemocratichiano. Perché il PD è l’unica speranza. L’unica certezza. Oltre ogni tifo. Oltre Ogni curva. Oltre i renziani, i civotiani, i dalemiani, i bersaniani…

Lo dico forte: perché se c’è una cosa che mi rattrista un po’, è l’ansia contagiosa di voler salire a tutti i costi su robusti carri. È il diffuso e pavido desiderio di appartenere a qualcosa, a qualcuno. Di fare parte dichiarata di un club, di un clan, di un gruppo. Di una corrente. Di democristiana memoria.

E il partito democratico, mi pare, è nato per fondere culture non per fondare correnti.

P1160797

2 pensieri su “E alle primarie voto…

  1. cristina dondi ha detto:

    Grazie Mario … io nono ho ancora deciso.. ma tu hai messo sicuramente in parola i miei tanti e confusi pensieri …….

    cristina

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  2. Ermes ha detto:

    No Mario, io non andrò, invece. Troppo forte è la delusione per un partito che ha perso l’idea. L’idea del Paese, l’idea di Futuro. E’ un partito che da anni è stato solo contro: contro Berlusconi prima, contro i “nemici” interni oggi. Mi rifiuto di votare Renzi perché “è quello che farà vincere”. Da Cuperlo acquisterei un auto usata, ma questa è un’altra cosa. E con Civati ci berrei volentieri una birra, ma anche questa è un’altra cosa. Ti dico che se ci fosse una Serracchiani la voterei ieri. Ma questo partito non lo vedo più. E non so nemmeno se esista più.

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