Un prof. tonto, è tonto anche con il tablet, ma…

Un amico (Gianni Marconato) pone su Fb “una domanda da 100 miliardi: dovendo informatizzare estensivamente le vostre classi con devices personali, vi orientereste su tablet o su laptop? e perché?”

Per un attimo sono tornato col pensiero al mio ex lavoro da formATTore sulle tecnologie per l’educazione e ho provato a riflettere. Ma solo per un attimo. Perché la risposta è sgorgata di getto. Senza esitazioni.
Infatti, a parte casi particolari (autocad? grafica avanzata? montaggio video? Linguaggi di programmazione?  eccetera?) nella didattica quotidiana non c’è partita: un tablet (sia Apple che Android che…) è molto più rapido, versatile, comodo, bello, leggero…
Con un tablet la scrittura diventa fluida, vaporosa, svelta, musicale…
La conoscenza (e quindi la didattica) oggi passa per la rete, e per navigare, surfare, cercare, condividere, taggare, sottolineare un tablet non ha rivali…
Un tablet con una robusta copertina si apre come un diario, si usa come un quaderno, si appoggia dove si vuole (sulle ginocchia, sul banchino, sullo scalino, sul davanzale…), in due secondi (anche meno) è operativo, si ripone in qualsiasi zainetto, o borsetta, o…
…e con la disseminazione di ebook, leggere (sottolineare, evidenziare, chiosare, commentare, condividere, linkare, eccetera) è molto più facile e piacevole con un tablet (si può orientare la pagina, ingrandire i caratteri, cambiare facilmente la luminosità, usare un dizionario, un traduttore, un universo…)…
…ed anche le pare sull’open (codice aperto!) mi paiono ormai giurassiche, almeno da un punto di vista economico: pensa a qualunque cosa ti serva e stai certo che ormai c’è un’app gratis (o economica) apposita…
Da quando ho un tablet la mia vita professionale (e privata) ha fatto un salto di qualità: il tablet lo apri e sei operativo (in giunta, in consiglio, in classe, in treno, in balcone, a letto…).
In cattedra è sempre aperto, di fianco al libro e sopra il registro: ci segno i voti, ci prendo gli appunti per le interrogazioni, ci leggo l’universo, controllo dati e date, ci improvviso legami sentimentali (Leopardi > Chopin > Friedrich…), posto i compiti direttamente nel nostro gruppo Fb…
Certo, rimane il problema del costo, ma non dimentichiamo che la scuola costringe ancora (nonostante tutte le presunte e farisaiche rivoluzione dei libri misti?!) a comperare megantologie del tutto inutili a decine e decine di euroni…
Un tablet fa da biblioteca, da zaino, da quaderno, da block notes, da laboratorio linguistico, da atlante, da dizionario…
…e poi fa le foto, e i filmati (facile immortalare una lectio magistralis, o un esperimento, o un dibattito, o…) e ci ascolti la musica… (leggi Leopardi e ascolti Chopin, leggi l’Orlando e ascolti Haydn, leggi Ammaniti e ascolti i Sigur Ros…), e…
…e se in classe qualcuno accenna al taylorismo, in due secondi ti ritrovi Chaplin (“Tempi moderni”) che in dieci minuti ti “spiega” l’alienazione come meglio non potresti in 10 ore di lezione frontale…
L’unico vero concorrente del tablet è lo smartphone, soprattutto per i ragazzi… uno smart con un processore di ultima generazione ha una potenza tale da metterti l’universo in una mano… i ragazzi sono molto più attratti dallo smart che che dal tablet (per loro smart è figo, mentre il tablet ricorda un po’ troppo il libro, e quindi lo studio, e quindi…)… e qui il discorso si fa complicato, perché indubbiamente, dal punto di vista didattico, il tablet (10 pollici) è sicuramente più efficace…
Qualcuno pone ancora il problema della connettività, ma basta un poco di buona volontà e poche decine di euro: se non ci abbandoniamo alle paranoie sull’inquinamento delle “radiazioni” un’antennina WI-FI per ogni piano della scuola (o poco più) e si è connessi al mondo…
Il problema vero, come sempre, non è quello economico o tecnologico, ma quello mentale: la scuola continua e continuerà a far finta di cambiare tutto perché non cambi nulla. Soprattutto la didattica. Senza dimenticare che se un prof. è tonto, è tonto anche con il tablet.
(anche se non è vero il contrario: un prof. bravo con il tablet – se lo sa padroneggiare – è ancora più bravo)

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